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Marco Colli è un regista cinematografico e uno  sceneggiatore italiano, ha lavorato come autore e regista in teatro. Ha tenuto corsi di  teatro e scrittura creativa allo Studio Fersen  e all’Università di Urbino. Come autore e regista televisivo e radiofonico  ha realizzato serie di puntate di divulgazione culturale sulla filosofia, sul mito e sulla storia .

Le sue opere indagano l’ipocrita e sottile violenza esercitata dalle istituzioni sociali, in primis la famiglia, sugli individui più soli, indifesi.

about

Giorgio Colli filosofo

Giorgio Colli, è stato un filosofo, filologo e storico della filosofia, che scorse nella sapienza l’autentico logos a cui ritornare.  Il nonno, Giuseppe, amministrò il quotidiano La Stampa ai tempi di Alfredo Frassati e,  dopo la guerra,  il gruppo editoriale del Corriere della Sera

formazione

Gruppo di ricerca dello Studio Fersen di arti sceniche

Marco è cresciuto , coi suoi cinque fratelli e sorelle, a San Domenico di Fiesole, sulle colline sopra Firenze.  Si è diplomato presso il Liceo Michelangelo di Firenze.  Ha frequentato la Facoltà di Lettere della Sapienza di Roma , senza però giungere alla laurea. Dal 1970 al 1973 ha frequentato, come allievo-regista, lo Studio Fersen di Arti Sceniche di Alessandro Fersen, regista, autore e innovatore teatrale, ottenendo il diploma. Subito dopo, entrato a far parte del gruppo di ricerca teatrale di Fersen, ha partecipato come attore e aiuto regista allo spettacolo “Leviathan” che debuttò al Festival dei due Mondi di Spoleto nel 1973. Col gruppo di ricerca, fu ingaggiato dal Teatro Stabile di Bolzano, di cui Fersen era diventato direttore artistico. Per due anni lavorò nel teatro partecipando come attore e aiuto-regista alla realizzazione di alcuni spettacoli.

Con le stesse mansioni lavorò anche con Orazio Costa, allora direttore dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, nella messa in scena di “Romeo e Giulietta” al Teatro Romano di Verona 1977. Si è avvicinato al cinema prima come segretario di edizione e aiuto-regista, poi come sceneggiatore.

 

filmografia

Il Miramondo docufilm coprodotto dalla TSI (Televisione della Svizzera Italiana) e RAI Cinema, sulla avventurosa vita di Fosco Maraini, scrittore, antropologo, fotografo, viaggiatore, alpinista 2018

preparazione alla scena della decapitazione di Beatrice Cenci

La spada di Artemisia Mediometraggio a soggetto sulla figura della pittrice rinascimentale  Artemisia Gentileschi. Co-produzione italo-tedesca 2016

 

 

Chiaro-Scuro , Mediometraggio a soggetto che rievoca la figura del giovane Gian Lorenzo Bernini. Co produzione italo-tedesca

“La dolce via” Docufiction che racconta  la storia  di via Veneto. Con Ugo Gregoretti, Sergio Fiorentini ed Eva Henger.  Medio-metraggio (27’) finanziato dal MIBACT 2003

Viva la scimmia

Lungometraggio a soggetto tratto dalla novella di Tommaso LandolfiLe due zittelle”, con Giuliana De Sio, Lunetta Savino, Claudio Spadaro, Giovanni Esposito. In un vecchio palazzo borghese, si consuma il dramma grottesco di due sorelle. Entrambe subiscono l’influenza della madre handicappata, entrambe vivono nella venerazione di Tombo, una  scimmietta, ricordo del  fratello morto in Africa. Tutte e due cercano di liberarsi dal loro senso di colpa: Lilla remissiva, confidando nelle certezze della fede, Nena ribelle, sperimentando la vita e le sue passioni.

Teresa De Sio e Lunetta Savino in una scena del film

La morte della madre mette in crisi il precario equilibrio della famiglia. La scoperta del sacrilegio di Tombo nella cappella del vicino convento scatena le ire delle sorelle che si vendicano di tutti, sacrificando la tanto amata scimmia  2001

 

“La coincidenza” Cortometraggio, nell’ambito del progetto antirazzista “Intolerance”, con Piero Natoli e Pietro Bontempo  1998

“Croce e Delizia”Co-regia firmata con Luciano De Crescenzo. Il film, con Marina Confalone e Teo Teocoli, è tratto dall’omonimo romanzo di De Crescenzo.

Una sarta  del cinema, da sempre innamorata di un attore, cinico e vanitoso,  che segue fedelmente in tutti i set dei suoi film, si trova sul set  parigino de “La Traviata”. Immedesimandosi nel ruolo della protagonista,  l’ingenua sartina vive sulla sua pelle il dramma dell’eroina romantica e finalmente si sente corrisposta dal suo idolo che recita il ruolo di Alfredo.  Travolta dalla sua passione , seguirà la sorte della  cortigiana  malata di tisi, fino alle estreme conseguenze 1995

 

Marco Colli e Claudio Spadaro durante una pausa del film

“Il sogno di Pompei” Docu-drama di 30’ realizzato per la  Presidenza del Consiglio  e destinato agli  Istituti Italiani di Cultura all’estero.  La ricostruzione dell’ultima notte di Pompei, prima dell’eruzione del Vesuvio.Vincitore del premio “Filmselezione” per la migliore sceneggiatura. 1994

Naufraghi sotto costa”Lungometraggio a soggetto, con Sabrina Ferilli, Tony Palazzo, David Brandon e Claudio Spadaro.

Sabrina Ferilli, Marco Colli e Tony Palazzo nello stagnone di Mozia, durante le riprese del film

Sull’isola misteriosa di Mozia, che 2500 anni fa fu un porto dei Fenici, adoratori del terribile dio Baal, sorge un antico museo. Iano, che insieme a sua figlia Iole, è l’unico abitante dell’isola, ne custodisce gelosamente la preziosissima statua di marmo di un dio greco, trovata per caso in fondo alla laguna.

Sabrina Ferilli e Tony Palazzo, protagonisti del film

Ioiò è innamotato  di Iole, ed è l’unico che di notte riesce ad eludere la sorveglianza, e scava cercando antichità che poi vende al principe Manfredi, un cinico aristocratico del posto. Un giorno arriva sull’isola Antonio, un evaso in cerca di rifugio. Iano lo scopre, ma ne ha pietà e lo accoglie. Ma questi d’accordo col principe, tenta di rubare la statua, forte della complicità forzata di Ioiò, che poi si tira indietro. Il custode, pur di sottrarla ai ladri, morendo per l’incredibile sforzo, restituisce la statua al mare 1990

 

“ Giovanni Senzapensieri, opera prima, con Sergio Castellitto, Eleonora Giorgi, Aldo Fabrizi, Franco Fabrizi, Claudio Spadaro.

Giovanni è l’ultimo, spiantato e nullafacente, erede dei duchi di Cantelmo. Vive da quando è nato nel palazzo degli avi, nel cuore della vecchia Roma, accudito da due vecchie governanti: la burbera Teresa e la dolce Letizia. La gente gli vuole bene, ma lo considera un po’ scemo e lo ha soprannominato Giovanni Senzapensieri. C’è pure qualcuno che approfitta della dabbenaggine di quel povero idiota. Giovanni è innamorato di una bella e misteriosa vicina di casa, Claire: la segue per strada, la guarda da lontano, non le ha mai parlato, ma continua a sperare. Infatti Giovanni è uno che spera l’insperabile, ed è proprio in grazia di questa sua particolarità che, entrato in possesso del segreto di un suo avo rinascimentale, intimo amico e collaboratore di Leonardo da Vinci, realizzerà i suoi sogni e troverà la sua libertà. Autore e regista 1986

Eleonora Giorgi e Sergio Castellitto in una scena del film “Giovanni senza pensieri” (foto Federico Passi)

Vincitore del Grand Prix du festival di Annecy

Vincitore della “Freccia d’oro” al Tbilisi International Film Festival l

Presentato al Festival di  Cannes nella “Quinzaine des realisateurs”

teatro

“Eracleide” prodotto dalla Zagreus e D.A.D.  Attraverso i miti, la storia di un Dio amico degli uomini Eracle. Il racconto delle sue dodici fatiche e quello della sua discesa agli inferi.  Scritto e messo in scena 2017

 

 

 

 

 

“Trincee” In occasione del centenario dell’inizio della Grande Guerra, il racconto delle terribili condizioni in cui vissero i soldati, le angherie dei comandi l’enorme numero di vittime.

prodotto dalla RTA Caveateatro con il patrocinio della Presidenza della Repubblica. Scritto e messo in scena 2015

 

 

“Biografia di un pensiero furioso”

prodotto da Dramma Italiano di Fiume dedicato alla figura del giovane filosofo Carlo Michelstaedter. Scritto e messa in scena 2010

 

 

 

 

 

“Madre Courage e i sui figli” di Bertolt Brecht prodotto dall’Associazione culturale “In carne ed ossa” con il patrocinio della Provincia di Roma

 

 

 

“La guerra di Troia”

 

“Le baccanti”  di Euripide e prodotto dall’Associazione culturale Zagreus e dalla Provincia di Roma

“Il formaggio ed i vermi” prodotto dal Mittelfest di Cividale tratto dall’omonimo saggio di Carlo Ginzburg, con Roberto Herlitzka Adattamento e messa in scena 2000